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Lo spazio espositivo della libreria Rinascita ripreso con un obiettivo fish-eye; fonte: https://www.facebook.com/LibreriaRinascita/photos/

(la Redazione). Il futuro delle librerie è multifunzionale, soprattutto in provincia, ancor più nelle città medio piccole. Conferma ne viene da Ascoli Piceno (49mila abitanti) dove, da quasi mezzo secolo, opera Rinascita. Non solo libri: man mano ha esteso la propria attività alla produzione degli strumenti che possono fare della cultura un fattore anche di trasformazione economica. Il merito è del titolare, Giorgio Pignotti, una persona “che si diverte a fare ciò che fa”, come ci ha sottolineato al telefono in una preziosa pausa forzata di lavoro, dovuta all’interruzione dei collegamenti informatici… e, nello stesso colloquio, all’osservazione di magazzinocultura che evidentemente aveva scelto bene le persone con cui lavorare ha aggiunto: “…in questi anni turn over vicino allo zero”. Una combinazione preziosa che irrobustisce questo punto di riferimento culturale nella città marchigiana dove, non va dimenticato, la destra nelle sue variabili è egemone da sempre.

Venezia – Il board del premio “Luciano e Silvana Mauri” 2020; fonte: https://www.facebook.com/LibreriaRinascita/photos/

Lo spessore dell’attività svolta, l’autorevolezza delle presenze conferma l’ipotesi di coloro che guardano alla provincia come terreno fertile per la produzione culturale: vivere e lavorare fuori dalle aree metropolitane appare un fattore indispensabile a riportare in po’ di equilibrio in un’Italia sempre più sbilenca. Pignotti l’ha ribadito anche a Venezia dove si è recato per ritirare il premio “Luciano e Silvana Mauri” promosso dalla Scuola per Librai “Umberto e Elisabetta Mauri”  (anche @ScuolaLibraiUEM) e che trae la sua origine dall’azienda che, con le Messaggerie italiane, distribuisce il 45% dei titoli prodotti ogni anno in Italia. Un riconoscimento istituito nel 2007 per incoraggiare le realtà che si sono maggiormente distinte nella promozione del libro e della lettura.

Dal sottoscala al palazzetto medievale.

Aperta nel 1976  in 100 metri quadrati (in un sottoscala, racconta il fondatore), Rinascita merita di essere visitata anche per la sua sede, in piazza Roma.

La sede della Libreria Rinascita a Palazzo Tranquilli-Silvestri, ad Ascoli Piceno

È palazzo Tranquilli-Silvestri, dai nomi delle famiglie proprietarie: edificio il cui nucleo risale al Medioevo, con facciata rifatta nel 1925 quando tutta la zona venne sventrata per creare gli spazi necessari al traffico veicolare. In quell’occasione, vennero riallineate anche tutte le facciate delle costruzioni che danno sulla centralissima piazza Roma. Un palazzo dove, fino al 1930, funzionò uno dei 50 stabilimenti bacologici attivi a Ascoli Piceno, città che arrivò a produrre il 70% dei semi-baco utilizzati a livello planetario.

Quel palazzo ceduto dai proprietari al Comune è rimasto inutilizzato per decenni. Da lì è nato il progetto di Pignotti che ha consentito alla libreria di traslocare, nel 2001, dal sottoscala originario a uno spazio non solo commerciale ma anche dedicato a uso pubblico. Quasi 800 metri quadrati, la metà dedicata alla vendita e l’altra parte dedicata a incontri, corsi e manifestazioni, insieme a una caffetteria: questo è il “Palazzetto della comunicazione”, un esempio di imprenditoria privata con forte connotazione sociale che merita di essere conosciuta.

È riferimento per i corsi dell’Uplea (Università della libera età e del tempo libero): archeologia, letteratura italiana, storia dell’arte; gruppo di lettura (affiancato da un editor professionale); formazione con Libera e Istituto di storia (crediti formativi per docenti e studenti); incontri del Laboratorio di psicanalisi (Massimo Recalcati, Luigi Zoja, Umberto Galimberti). Tra gli appuntamenti dedicati alla lettura: rimarchevole quello dedicato all’Odissea partito nel 2018 per iniziativa di Antonio Narcisi, preside in pensione dell’I.I.S. “Sacconi-Ceci” di Ascoli Piceno.

Il progetto Scrittori a Scuola (dalle elementari alle superiori) procede da circa 10 anni. Tra gli ospiti: Dacia Maraini, Chiara Frugoni, Franco Cardini, Luca Bianchini, Alessandro Barbero, Simona Sparaco. Atteso Massimo Gramellini per la conclusione di quest’anno.  Senza trascurare la media annuale di 150 presentazioni dedicate alle novità librarie. Qualche nome del 2019: Giovanni Floris, Antonio Capraia, Federica Angeli, Donatella Di Pietrantonio, Edmondo Bruti Liberati, Michele Ainis, Matteo Nucci, Tomaso Montanari, Costantino D’Orazio, Angelo Ferracuti, Roberto Emanuelli, Eugenio Coccia (rettore del Gran Sasso Science Institute). Intervistato prima da la Repubblica” (il 21 gennaio2020) e poi da Fahrenheit (RaiRadio3, due giorni dopo), Pignotti racconta infatti dell’attività di software house specializzata nella creazione di programmi dedicati alla distribuzione editoriale: MacBook è il gestionale per librerie che ha fatto conoscere  questa attività in tutta Italia.  Quasi un paradosso, considerata la concorrenza subìta dalle librerie tradizionali da parte delle vendite on-line. Realtà che non ha mai provocato soggezione a Pignotti che, già nel 1995, sperimentò una prima forma di e-commerce. Ma non finisce qui perché il palazzotto medievale di Ascoli Piceno ospita anche una casa editrice: Lìbrati, con l’accento sulla prima “ì”.

150 presentazioni l’anno – il pubblico nel salone degli incontri; fonte: https://www.facebook.com/LibreriaRinascita/photos/

 

L’accoglienza promuove i libri.

Ancora Pignotti a Fahrenheit: “Se smetti di porgere la merce per quello che è ma organizzi il negozio in cui l’accoglienza fa la parte del leone, i clienti arrivano. Nel 2019 abbiamo recuperato vendite dopo le riduzioni degli anni scorsi e nonostante gli effetti del terremoto (del 2016) che ha visto fuggire dal centro storico circa 3000 persone. Malgrado questo, incrementando di parecchio il lavoro di promozione della lettura attraverso l’organizzazione di corsi e presentazioni (noi ne facciamo oltre 150 l’anno), la libreria è diventata un centro di ritrovo della città. Mi piace ricordare sempre che, da giovane con gli amici,  dicevo ci ritroviamo in piazza. Adesso si dice ci vediamo in piazza o in libreria”. A proposito del progressivo espandersi della pirateria informatica (per gli e-book) e il dilagare di internet usato come vetrina per gli acquisti, Pignotti aggiunge: “Questo modello imperante che investe sulla disintermediazione può venire contrastato solo con un quadro normativo che ne limiti lo strapotere. Questo è un processo che comporta delle ricadute su ogni famiglia ormai abituata a pensare che i 3 euro l’ora pagati a un rider siano una paga degna di questo nome…e magari ne hanno uno proprio in casa.” Per Pignotti, un libro finisce per venir paragonato a una pizza, se non si fa di questo prodotto cartaceo un fattore di socialità e di coesione attraverso delle iniziative collegate. Lo scivolamento degli acquisti verso l’on-line (che fa risparmiare moneta) diventa altrimenti ineluttabile. Il cambiamento è aggiungere valore alla merce attraverso una pratica sociale: un corso di archeologia, un incontro con le associazioni, un concerto di musica classica, una sessione di lettura per un gruppo.

Giorgio Pignotti, fondazione Cini (Venezia); fonte: https://www.facebook.com/LibreriaRinascita/photos/

E non basta. La libreria Rinascita indossa anche le vesti di servizio pubblico: sono 500 i titoli per lettori in erba (0 – 6 anni) messi a disposizione dalla campagna “Nati per leggere”. Chi non vuole (o può) acquistare, può prenderli in prestito. Esattamente come in una biblioteca.

Pubblicato 12 febbraio 2020

2019 – Libreria Rinascita con i Laboratori del Gran Sasso e il liceo Scientifico Orsini