(Marco Nicolini). Da una passeggiata con la macchina fotografica è nato un progetto che merita attenzione. Talvolta scelte destinate a segnare passaggi significativi tra chi produce cultura e conoscenza nascono casualmente, prendono vigore, appassionano, si completano, oltrepassano anche i confini di un primo disegno e infine, con l’evoluzione dello stesso, si finalizzano in un progetto editoriale e fotografico che merita di essere conosciuto e diffuso per l’approccio che ha scelto nel raccogliere testimonianze preziose per la storia di una comunità, quella che ha avuto dal 1922 al 1992 la S.A.I. (Società Aeronautica Italiana), a Passignano sul Trasimeno, come punto di riferimento lavorativo, economico, sociale e culturale per i territori a cavallo tra Umbria e Toscana.
S.A.I. Ambrosini. Storie di lavoratori
è la tracciatura di una vicenda corale riportata alla memoria dai volti delle persone rintracciate tra quelle che hanno lavorato (dipendenti o collaboratori) nello stabilimento in riva al lago: almeno 3000 (nell’arco di 70 anni) provenienti dalle province di Perugia, Arezzo e Siena. Un’industria specializzata nella costruzione di aeromobili, in quanto tale polo di ricerca e innovazione tecnologica della massima potenzialità essendo legata alle forniture militari anche dopo la Seconda guerra mondiale.
Uno stabilimento in cui sono nate ‘creature’ che hanno fatto sognare noi italiani”, si legge nella prefazione del volume di cui riferiamo nelle righe seguenti. “Ricordo l’Angelo dei bimbi, aereo denominato ‘Grifo 1001’, siamo nel 1947, con la sua traversata storica da Milano a Buenos Aires per finalità benefiche, e Azzurra, la bellissima barca a vela finalista della Coppa America nel 1983 con Cino Ricci come skipper e timoniere Mauro Pelaschier”: questo dice Eleonora Seppoloni (1979) interpellata da magazzinocultura per conoscere i risvolti produttivi di un tassello che va a comporre l’infinito mosaico della conoscenza dei luoghi e delle persone che costituiscono l’essenza dei territori in cui si vive.

Eleonora Seppoloni

Sono trascorsi tre anni e mezzo tra l’insorgere dell’idea di questo volume e la sua realizzazione”, ha aggiunto.
Queste ‘storie’ si dipanano su un duplice piano: un volume di 144 pagine (Perugia, Futura edizioni, 2019) e una mostra alla Galleria Fiaf, nel Palazzo della Penna di Perugia (16.11 – 1.12.2019), dove sono state esposte 20 immagini fotografiche di Carlo Ricci (1975) e di Filippo Sproviero (1952), tutte di un rigoroso bianco e nero. Il volume ne contiene invece 57, oltre a quella di copertina, alcune delle quali a colori.
Ricci ha lavorato (in b/n) con una Hasselblad 6×6, Sproviero con una Leica digitale. Circa 500 le inquadrature catturate nel corso delle loro escursioni ispirate dalla curiosità per l’archeologia industriale; entrambi determinati a fissare la memoria di una realtà in via di dissolvimento anche nelle sue fondamenta murarie. Capannoni ormai fatiscenti che costeggiano la linea ferroviaria all’altezza della stazione ferroviaria dove la S.A.I. aveva la sua sede principale direttamente sullo specchio lacustre.
Iniziate nel 2015, le riprese fotografiche non si sono limitate agli scatti ma hanno allargato lo sguardo (e l’udito) alle voci delle persone interpellate per una più adeguata “messa a fuoco” sul tema.

Voci talmente ricche e stimolanti da indurre Ricci e Sproviero a richiedere una collaborazione che trasformasse quei colloqui in un diario narrativo. Da qui il successivo coinvolgimento di Fabio Versiglioni, titolare di Futura edizioni, che “ha deciso di investire sull’opera inserendola nel proprio catalogo”, ci ha spiegato la stessa Seppoloni da noi sollecitata a parlarci dell’aspetto editoriale di tutta l’operazione. Ne ha stampate 500 copie, distribuendole poi nelle librerie per alimentare ulteriormente il patrimonio dei suoi tanti titoli dedicati ai territori e alle comunità. I testi riportano le testimonianze su quello che è stato vivere in relazione con una grande azienda; tante storie collegate, scritte con passione letteraria e giornalistica.
Eleonora si definisce una “raccontastoria” animata dall’intento di riportare al presente un vissuto che merita di essere conosciuto e, in qualche modo, salvato dall’oblio. Ventidue le persone che hanno accettato di raccontarle, e poi di raccontarci, la loro vicenda, e poi di farsi fotografare – talvolta assieme ai figli di coloro che non ci sono più.

Tra le vicende passate, quella raccontata a magazzinocultura dalla stessa Seppoloni a proposito della sua partecipazione al progetto: “Quando mi hanno proposto di partecipare al progetto S.A.I. Ambrosini. Storie di lavoratori, avevo quasi sperato in un mio contributo fotografico, mia grande passione nonché istinto e essenza. Invece la richiesta è stata tutt’altra: romanzare interviste. Qui c’era da raccontare storie di persone vere! Protagonisti assoluti non solo della loro vita ma anche della loro esperienza come lavoratori in una delle aziende più all’avanguardia del territorio umbro. Non avevo niente da dover inventare. Non potevo permettermi di inventare nulla. Per evitare l’utilizzo improprio della mia fantasia, decisi che il modo migliore per impostare il mio lavoro era quello di conoscere personalmente i protagonisti di questo libro per farli parlare e semplicemente ascoltarli. Il primo passo è stato questo. Munita di registratore e profonda empatia, sono entrata nelle loro case e a suon di caffè, passando un’estate intorno al Lago Trasimeno (che amo perché qui dalle parti mie il Lago lo amiamo tutti), e ho raccolto le loro testimonianze che a quel punto non erano fatte solo di sterili avvenimenti cronologici ma di timbri di voci, gesti, smorfie, lacrime, modi di fare, di parlare. Aspettando per ognuno di loro il momento giusto in ispirazione, ho ‘messo a fuoco’ il punto da cui iniziare per raccontarli! Romanzando? Si, anche. Per quell’idea comune che i romanzi sono romantici!”
Un progetto, quello firmato da Ricci-Sproviero-Seppoloni che meriterebbe di venir proposto nuovamente alla visione e alle riflessioni del pubblico. Al momento, il libro è stato presentato a Passignano sul Trasimeno a gennaio 2019 mentre l’unica mostra è stata quella organizzata a Perugia, a novembre 2019, presso la Galleria Fiaf di Palazzo Della Penna. Sarebbe però opportuno portare queste immagini, e l’idea che le contiene, nelle varie località originarie delle persone che hanno avuto nella
S.A.I. un’esperienza fondamentale, per un verso o per l’altro, della propria vita lavorativa. Speriamo lo si possa e lo si voglia fare presto.

Tutte le immagini, esclusi i ritratti degli autori, sono tratte dal volume S.A.I. Ambrosini. Storie di lavoratori, Perugia, Futura edizioni, 2019

Carlo Ricci
Filippo Sproviero

 

Pubblicato il 15/01/2020