(la Redazione) –  La natura delle città e dei territori in cui esse sono immerse viene svelata nelle parole di chi scrive libri. Parole su carta che  possono favorire una disintossicazione  dal chiacchiericcio, troppo di frequente cloacale, della Rete. Catalizzatore di urgenti processi “depurativi”, chi scrive libri merita un ascolto attento. Questa epistola in versi scritta nel 1963 da Franco Fortini a Valentino Bucchi, all’epoca direttore del conservatorio “Morlacchi”, ci avvicina subito al tema delle città ventose. Di seguito la lettura di Caterina Martino:

 

A Perugia, a Siena, a Fermo tre esperienze che hanno messo al centro dell’attenzione il pensiero di chi scrive libri. Esperienze dalle caratteristiche eterogenee, tenute in un arco di 4 anni, con esiti variegati: eppure meritano di venir fissate in una mappa di quello che si tenta di fare nelle province dell’Italia di Mezzo. Ecco allora l’iniziativa di “Nemo”, associazione culturale perugina, con il suo programma di incontri “Scrivere romanzi a Perugia. Grandi storie da piccoli luoghi” tenuti nella libreria Feltrinelli nel capoluogo umbro. Con il complemento di luogo “a Perugia” che esprime una doppia valenza: quella del rapporto tra scrittura e territorio, in alternativa a quella dello scrivere vivendo in una città di provincia di medie dimensioni. Niente di più intrigante per le esplorazioni di magazzinocultura, alla ricerca di pratiche in grado di fare della produzione di contenuti narrativi uno dei motori per le trasformazioni possibili nelle comunità territoriali nell’Italia centrale.

Cuore della riflessione è: possibile che nascano “grandi storie da piccoli luoghi”? Quali sono le condizioni necessarie? Uno degli esempi più interessanti di utilizzo della letteratura per parlare di città e territori si è avuto nel 2015 a Siena con il “Mercato delle Idee”, un’esperienza purtroppo mai replicata, organizzata dal portale Toscana Libri, che ha portato in Piazza del Campo uno scrittore per ognuna delle 5 città partecipanti alla competizione per la “Capitale italiana della cultura 2019”: Cagliari, Lecce, Perugia-Assisi, Ravenna, Siena. Il “Mercato delle idee” aveva selezionato le “firme” dopo una ricerca svolta dall’agenzia letteraria Malatesta di Milano: un metodo che evidenziava il desiderio di avere la panoramica più ampia ed equilibrata possibile sulla produzione narrativa riferibile alle città. Luigi Dal Cin per Cagliari (Sotto le ali del vento), Lecce con Simona Toma (Mi chiamano Ada), il perugino Pierluigi Brunori (Perugia è un luogo comune), Eraldo Baldini da Ravenna (I misteri di Ravenna), Mario Ascheri per Siena (La chiesa di San Salvadore e il chiesino dell’Onda).

Marco Giugliarelli

Con un’esperienza del genere sullo sfondo, l’iniziativa di “Nemo”, con la risposta di pubblico avuta, conferma quanto sia diffuso il desiderio di una (buona) scrittura narrativa e come le associazioni culturali capaci di organizzare occasioni di incontro come quella avuta il 6 novembre 2019 presso la Feltrinelli di Perigia possano rappresentare quei “presidi” di cui le città hanno bisogno. Riportiamo di seguito la cronaca delle riflessioni sviluppate nel corso di quell’iniziativa.

Nel suo saluto, Marco Giugliarelli (foto-giornalista del “Messaggero”) ha indicato l’attività culturale come possibile argine al dilagare del chiacchiericcio in rete su fatti veri o “bufale”. Caterina Martino (Itaca e Fjalè – GaEle edizioni, due suoi titoli) e Pierpaolo Peroni (Meticolosamente, Era Nuova edizioni, la sua opera prima) hanno poi avuto il compito di interloquire con i due ospiti della serata: Giovanni Dozzini e Nicola Mariuccini.

Interessante il senso “di tradimento” provato da Caterina Martino con l’andare del tempo della sua scelta di vivere a Perugia. Questa la sua voce:

Caterina Martino

Pierpaolo Peroni, nella foto seguente, ha proposto invece un intervento più di carattere storico e sociale. Eccolo dalla sua voce:

Pierpaolo Peroni

Le riflessioni sullo scrivere dalle “periferie dell’impero” muovono dalle parole di Giovanni Dozzini ( in foto qui sotto) che, parlando del suo E Babucar apriva la fila (Minimum Fax), ha ricordato come la storia si svolga in uno scenario che rimanda alla relazione dell’Umbria col mare, segnatamente quello Adriatico, marchigiano più che romagnolo.

Giovanni Dozzini

Ma il tempo dei lunghi viaggi sembra finito: adesso si raggiunge la costa est in un’ora di auto, quella ovest in meno di due e si marcia su superstrade a quattro corsie. Forse per una legge del contrappasso il presente rivela una Perugia ricurva sul proprio ombelico. Questo dice ancora Giovanni Dozzini:

 

Nicola Mariuccini ( nella foto qui sotto) svolge le sue esplorazioni dei “fascismi mediterranei” (il suo ultimo lavoro, Niños, parte dalla guerra civile spagnola e arriva all’inizio di questo secolo) anche per le sollecitazioni prodotte dalle voci “ispanofone” che si fanno sentire nei giorni di “Encuentro” , la rassegna letteraria, tenuta a Perugia sino al 2019; un’iniziativa frutto del desiderio di non stare con le mani in mano dopo l’esaurimento della spinta provocata dalle trasformazioni partite con gli anni Sessanta del Novecento. Queste le sue considerazioni sull’atmosfera che si respira attualmente a Perugia:

Nicola Mariuccini

Un’escursione sulla costa adriatica, più a sud di quella raggiunta da Babucar, ci fa incontrare Angelo Ferracuti: ultimo titolo pubblicato La metà del cielo (Mondadori). Radicatissimo nella sua Fermo, Ferracuti è comunque impegnatissimo viaggiatore planetario alla ricerca di vicende umane in grado di trasformare i suoi reportage in una letteratura che travalichi l’ossessione del tempo “giornalistico”. Le Marche, “Italia di mezzo” per antonomasia, sono in una crisi culturale profonda: sono finiti gli anni in cui erano attive una decina di riviste letterarie, con gli editori che hanno deciso di trasferirsi dalla parte opposta d’Italia. Per esempio Transeuropa, nata ad Ancona nel 1987 ma poi trasferitasi a Massa (in Toscana) nel 2005.

Ce ne parla lo stesso Ferracuti, al quale facciamo concludere questa nostra rassegna.

Angelo Ferracuti ( Foto Mattia Morelli)

 

Pubblicato il 5/12/2019