Una fotografia di Nino Migliori, scelta come copertina del Piano Strategico di Sviluppo della Fotografia in Italia

(Marco Nicolini). Il 6 aprile 2017 l’allora Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, costituì la Cabina di regia per la fotografia al fine di “tutelare, valorizzare e diffondere la fotografia in Italia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo” – così recita tuttora la pagina che il Ministero stesso dedicò a questa iniziativa. L’obiettivo era quello di “definire un piano di sviluppo volto ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale”, e a tal fine il MiBACT indisse gli Stati generali della fotografia: a Roma, con due giornate di convegno che videro la partecipazione di operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali (cinquanta relatori!).

Dopo quelle giornate introduttive, in tutta Italia si sono susseguiti nell’arco del 2017 convegni molto importanti che hanno interessato studiosi, conservatori, responsabili di archivi, docenti di fotografia, critici d’arte, fotografi professionisti e non, ottenendo il partenariato di importanti aziende del settore, enti pubblici, fondazioni, federazioni, organismi vari. L’imponenza di tutto questo sforzo, assieme ai resoconti di tutti i convegni svolti, sono ancora ben visibili online. A dare testimonianza della varietà degli interessi, degli approcci, della modernità delle tematiche e della distribuzione di queste iniziative su tutto il territorio nazionale, vale la pena elencare i titoli dei vari convegni tenuti nella breve stagione tra l’aprile e il dicembre 2017: “La fotografia, l’antropologia, la Sicilia. Patrimoni ed esperienze. Una giornata di studio”, a Palermo; “Fotografia e società: documento o espressione artistica?”, a Milano; “Terra di fotografia: l’influenza marchigiana sulla fotografia in Italia dal secondo dopoguerra”, a Senigallia; “Carte fotografiche: il censimento delle raccolte”, a Torino; “Cosa guardi? La cultura dell’immagine”, a Treviso; “Una tribù che scatta. Instagram come alfabeto delle immagini”, a Cortona; “Punctum. Sistemi festival – Proposte e obiettivi”, a Savignano sul Rubicone; “Ridefinire la fotografia amatoriale”, a Bibbiena; “Arte e fotografia: la prospettiva di istituzioni e mercato”, a Parma; “Paesaggio materiale e immateriale: campagne fotografiche e nuovi territori dello sguardo”, a Matera, “Fotografia come strumento del cambiamento. La comunicazione per immagini dal fotogiornalismo alle ONG”, a Lodi; “La fotografia e i musei: conservazione, restauro e valorizzazione”, a Firenze; “Professione fotografia. Un’analisi sull’evoluzione della fotografia professionale”, a Bolzano; “Gli archivi fotografici locali. Testimonianze di impegno e tutela”, a Salerno; “Ripensare la formazione sulla fotografia”, a Urbino; “Fotografare i territori: comunicare identità e valori per promuovere attrattività”, a Crotone; “Le immagini fotografiche tra memoria e pratica artistica”, a Cagliari; “Napoli: La fotografia e le arti”, a Napoli; “La parola ai fotografi”, a Lucca.

La Corte dei Conti registrò la direttiva del Ministro Dario Franceschini per lo sviluppo e la valorizzazione della fotografia italiana, che prevedeva un Piano Strategico di Sviluppo della Fotografia in Italia, di durata quinquennale (2018-2022). I settori di intervento del Piano hanno riguardato, come si vede dalle tematiche dei vari incontri, il patrimonio, la creazione artistica contemporanea, l’educazione e la formazione. Lo scopo del Piano era quello di fornire un indirizzo strategico, per poi realizzare politiche per la costituzione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio fotografico esistente (anche attraverso il censimento delle raccolte e degli archivi fotografici in Italia e la creazione di una collezione digitale nazionale); politiche per lo sviluppo, la diffusione della fotografia contemporanea, la sua valorizzazione e internazionalizzazione; infine politiche educative e formative nel settore della fotografia – anche in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca – volte sia alla conoscenza e diffusione della cultura fotografica attraverso l’educazione all’immagine nelle scuole d’infanzia e dell’istruzione primaria, sia alla realizzazione di attività di alta formazione.

Or bene, tutto questo succedeva durante il governo Gentiloni (12 dicembre 2016–1 giugno 2018), in particolare nel 2017 per un anno pieno di buoni propositi di realizzazioni concrete, di convegni internazionali con relatori di spessore, e di un pubblico sempre numeroso e interessato. A gennaio del 2018  la Cabina di regia per la fotografia – presieduta dal Segretario Generale del MiBACT e composta da Lorenza Bravetta, Consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale, e dai Direttori Generali, o loro delegati, delle Direzioni Generali del MiBACT (Cinema, Archivi, Arte e architettura contemporanee e periferie urbane, Biblioteche e Istituti culturali, Educazione e Ricerca, Musei) viene chiamata a formulare le conclusioni dei lavori per avviare così il piano di sviluppo. Incominciano a circolare proposte, tutte interessanti: tra le altre, quella di un coinvolgimento diretto della Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) con compiti di diffusione e formazione della pratica fotografica nelle scuole primarie, con insegnamento specifico del linguaggio fotografico.

Silvano Bicocchi in uno degli incontri sulla fotografia offerti dalla Galleria Fiaf di Perugia [foto Marco Nicolini]

E invece a tutto questo fa seguito un’improvvisa interruzione, e il silenzio. Succede infatti che il 1° giugno 2018 cade il governo Gentiloni, con il conseguente addio alla Cabina di regia per la fotografia, incapace da parte sua di pervenire nel corso del primo semestre del 2018 alle conclusioni della prima fase dei suoi lavori e arrivare all’attuazione del predetto piano di sviluppo.

Tutto questo processo va ritenuto del tutto inammissibile, considerando quanti sforzi organizzativi sono stati condotti e portati a compimento, quanti relatori sono stati invitati e sono intervenuti, quanti Comuni sono stati coinvolti, quante Aziende sono state chiamate a dare supporto, quante aspettative sono state sollevate al fine di creare una struttura permanente che potesse occuparsi di conservazione del patrimonio fotografico e di valorizzazione della fotografia come parte rilevante dell’arte contemporanea e dell’attività creativa di moltissime persone. E pensare che già qualche fondazione, qualche museo avevano iniziato a mettere in cantiere questo progetto, per essere poi obbligati a lasciare tutto in sospeso. Ed è solo la storia della Cabina di regia per la fotografia a finire in questo modo, a cadere nel nulla al “cadere” di un governo? No, sappiamo che non è così e che tanti, tantissimi progetti hanno avuto questa immeritata fine. E allora viene da chiedersi quanti soldi vengono bruciati così; quante forze, quante menti, quante idee vengono cancellate in un attimo. E tutto questo quando sappiamo la gravissima carenza di finanziamenti che le istituzioni pubbliche lamentano dedicando sempre meno alla cultura.

Limitandoci qui solo alla storia che abbiamo raccontato, e considerando che Dario Franceschini è tornato a essere il Ministro dei Beni Culturali, vogliamo ricordargli della bontà dell’idea di una Cabina di regia per la fotografia, di tutti i lavori e gli sforzi compiuti, per ribadire che quanto fatto a promozione e sostegno di quel progetto non può essere cancellato. Ne va, anche su questo, della credibilità di un ministro, di un governo, della politica tutta.

Carnevale all’Accademia dei Filedoni di Perugia (1955, foto Fratticioli, archivio M. Nicolini), come esempio di conservazione in un archivio di Memoria Condivisa

 

 

Pubblicato il 23/10/2019