Perugia. Palazzo della Penna.

(la Redazione). Ultime in ordine di tempo Umbria Libri e il Perugia social film festival (PerSo) a sovrapporre due giorni della loro programmazione (sabato e domenica, 5 e 6 ottobre 2019). Doppio l’effetto che ne è scaturito: da una parte, generare una grande forza di attrazione per chi avesse voluto scegliere Perugia come meta per un fine settimana; dall’altra, creare il dilemma tra coloro che, residenti in città o nelle immediate vicinanze, avessero avuto curiosità verso entrambe le manifestazioni.
Lo segnaliamo perché non è la prima volta che ciò accade. E probabilmente non sarà l’ultima, se qualche rimedio non sarà posto, se cioè non si prende a coltivare anche dalle nostre parti una cultura dell’organizzazione anche in ambito di produzione culturale. E del resto, fino a tempi recenti, persino due “giganti” come il Festival di Spoleto e Umbria Jazz riuscivano a sovrapporre molte delle loro date obbligando il pubblico interessato a entrambe le manifestazioni a scomodi quanto veloci spostamenti, o a sacrifici di una o l’altra proposta. Problema in parte risolto avendo acquisito da tempo la buona abitudine di annunciare, al momento della conferenza stampa di chiusura, le date dell’edizione successiva, come del resto fanno il Festival del giornalismo (aprile), il Festival delle Nazioni (agosto), la Sagra musicale umbra (settembre).
Lasciando però da parte le corazzate dell’offerta culturale in Umbria, la riflessione che ci accingiamo a sviluppare riguarda soprattutto il reticolo delle iniziative di piccola dimensione che punteggiano l’arco dell’intero anno nel capoluogo di regione – avendo comunque constatato che il problema delle sovrapposizioni non riguarda solo Perugia. La soluzione? Ci sarebbe, mettendoci un po’ di buona volontà, di sensibilità verso l’utenza e la capacità di coordinare la variegata offerta culturale del territorio. magazzinocultura ha sollecitato in tal senso una riflessione a Marco Nicolini, direttore della Galleria Fiaf a Perugia presso il Museo civico di Palazzo della Penna. La Federazione italiana associazioni fotografiche (Fiaf), è un consorzio di club e circoli molto apprezzati per il loro vivace attivismo e per la ricchezza delle proposte. Ed ecco la sua idea, semplice e ragionevole – ma evidentemente troppo poderosa se finora nessuno è riuscito a metterci mano, e soprattutto testa, non capendo così quanto è importante arricchire l’organizzazione della cultura con la cultura dell’organizzazione.

(Marco Nicolini). Recentemente, nell’ambito della Galleria Fiaf di Perugia presso il Museo civico di Palazzo della Penna, durante i preparativi della mostra fotografica HOME a cura del collettivo “Spontanea”, ci siamo accorti in ritardo che il giorno della sua inaugurazione (19 ottobre 2019) sarebbe coinciso con altrettanti appuntamenti, tutti del medesimo segmento culturale: il Primo festival di fotografia contemporanea, a Todi, in collaborazione con Fiaf; Hobbyfotografando, a Perugia; Americana – Storie, visioni, racconti del Nuovo Mondo al Postmodernissimo di Perugia (un evento dove l’immagine, fotografica e cinematografica, assume un’importanza fondamentale); Photowalk in Florence (in altra regione, ma rivolto a uno stesso pubblico); Colorno Photolife (a Parma, uno dei più importanti eventi Fiaf dell’anno).

 

La coincidenza di date nella medesima città ha certamente un peso diverso dalla concomitanza di eventi in città e regioni diverse, e però tutto dipende dal rilievo che hanno queste manifestazioni e il pubblico al quale intendono rivolgersi. Chi ama la fotografia, come il cinema, l’arte, o la musica, è disposto a spostarsi per un’iniziativa importante. E il problema si pone pure in caso di contemporaneità di iniziative culturali di tipo diverso, perché si può essere appassionati di cinema e, al tempo stesso, di pittura, danza, video-arte… Ma se proprio non si riesce a evitare del tutto che delle iniziative abbiano date sovrapposte, possibile che non si possa limitare al minimo questo danno, con il conseguente disagio? Perché è un danno per gli organizzatori vedersi sottrarre pubblico da un’altra manifestazione, o più manifestazioni concomitanti, e un disagio per il pubblico, forzato a scegliere un evento a scapito della partecipazione a un altro. Non parliamo poi del paradosso di far coincidere le inaugurazioni, per le quali – chi le organizza lo sa bene – si spendono molte energie, e soldi, per poi magari scoprire che nella stessa giornata, nello stesso orario, e nella stessa località si aprono altre iniziative.
Avendo constatato più volte, in passato e di recente, tale situazione, ho colto l’opportunità offertami da magazzinocultura per promuovere l’idea di creare tramite web una mappatura delle date degli eventi scandito per città e per settori culturali, di modo che chi organizza e gestisce una manifestazione possa agire, nei limiti del possibile, con più sicurezza sulle date da proporre. Il primo passo in questa direzione è la proposta rivolta ad amministrazioni ed enti locali – a partire dai comuni, le province, le regioni – di adottare dei regolamenti che subordinino la concessione del patrocinio proprio al rispetto di una sorta di “piano regolatore dei tempi”. Si creerebbe in tal modo una conoscenza tempestiva che, oltre a favorire una più stretta collaborazione tra questi enti, risulterebbe assai utile a consentire una razionalizzazione degli sforzi e dei risparmi economici significativi in considerazione della grande quantità e qualità degli eventi che essi ogni anno organizzano o patrocinano coinvolgendo grande parte dell’utenza. Una comunanza di intenti, questa, alla quale dovrebbero poi aderire via via le varie associazioni culturali locali e, infine, quei privati che finanziano e sponsorizzano le varie iniziative.
Collaborare senza farsi guerra l’uno contro l’altro, come troppo spesso accade, e dotarsi di un punto di riferimento per tutti, chiamiamolo Coordinamento Culturale, fa facilmente intravedere una serie di effetti positivi: una più efficace organizzazione degli eventi, una maggiore visibilità a ognuno di essi assicurando a ciascuna manifestazione, e a quel momento importante che è la sua inaugurazione, le condizioni di una maggiore partecipazione di pubblico.
Molto complicato fare questo? No, perché basterebbe prendere a modello quanto già si fa in altri ambiti utilizzando Facebook, Google, i tanti social media oggi disponibili. Si tratterebbe solo di creare nel web uno strumento ad hoc a uso e consumo delle città e delle regioni, in grado di dialogare con analoghi strumenti delle città e province contigue, e delle regioni confinanti. Non ci vuole molto a comprendere quanto lo sviluppo culturale possa essere facilitato da questi dispositivi e da simili attenzioni – oltre, naturalmente, da una volontà politica intenzionata realmente, e quindi non solo a parole, a coadiuvare gli sforzi dei tanti animatori che molto faticano per assicurarsi un pubblico in grado di apprezzare gli sforzi fatti per mettere in piedi una manifestazione, per dare a essa un progetto, e poi un futuro.Lanciamo allora questa proposta da qui, assieme a magazzinocultura. Speriamo che qualcuno la ascolti, la faccia propria e, soprattutto, avanzi delle proposte utili e concrete.

 

Pubblicato il 10/10/19