[fonte: https://www.cobbecollection.co.uk/collection/spanish-or-portuguese-clavichord/%5D

(Alessandra Starnoni). L’unione tra il mondo della musica e l’artigianato ha portato, tra tante altri esiti, alla nascita dell’arte cembalo-organaria, ovvero alla costruzione e lavorazione di strumenti a tastiera pregiati e raffinati quali cembali e organi. È un’arte sopraffina che richiede talento, predisposizione naturale ai lavori manuali, profonda sensibilità musicale – in virtù del fatto che il prodotto finale sarà destinato a concerti e produzione musicale, sia sacra che profana – e un grande amore per la tradizione culturale del proprio territorio. In questo ambito, le Marche posseggono un ricchissimo patrimonio cembalo-organario e, uno tra i molti esempi, è la famiglia Ciccolani di Cingoli che con significativi risultati ha portato avanti la tradizione dell’arte organaria per quattro generazioni tra Otto e Novecento.

Il settore purtroppo soffre oggi una grave crisi: la tradizione sembra essersi interrotta ed è molto difficile “ricreare un nuovo interesse attorno a questi temi”, afferma Giulio Fratini, artigiano e musicista, che dal 2011 ha avviato il suo laboratorio a Porto San Giorgio (FM) dove costruisce e restaura organi e clavicembali. Lo abbiamo intervistato di recente e lui ci ha raccontato il suo interessante, complesso percorso di formazione e professionale.

Tastiera di un cembalo in corso di lavorazione

La sua passione per l’arte organaria nasce sin dai primissimi anni d’infanzia, ossia prima di cominciare lo studio dello strumento. Tra gli anni delle scuole medie e delle superiori, Fratini coltiva da solo questa passione attraverso l’ascolto e l’osservazione dell’organo in chiesa la domenica durante la messa, e poi con letture e la diretta esperienza sul campo smontando e osservando gli elementi interni agli organi che aveva a disposizione. Conosce durante il quarto anno del liceo Pierpaolo Pallotti, con il quale inizia una vera e propria attività pratica di costruzione. Primo prototipo realizzato insieme è un organo con canne di cartone, al quale fa seguito un primo esemplare di organo a cassapanca. Un vero e proprio sodalizio lavorativo tra i due inizia però solo nel 2009, dopo una separazione avvenuta per motivi di studio svolti in città diverse. Durante questi anni, Fratini continua comunque ad approfondire l’arte cembalaria con la costruzione del primo clavicembalo, nel 2008. Parallelamente porta avanti gli studi musicali dell’organo e del clavicembalo presso il conservatorio di Fermo ma, pur avendo una lunga e articolatissima frequentazione con il mondo musicale, si dedica a tempo pieno alla sua attività professionale di cembalaro e organaro concedendosi solo delle occasionali parentesi come musicista. Coltiva anche altri interessi correlati alla sua attività artigianale, primo tra tutti quello per la lavorazione del legno e dei materiali.

Abbiamo voluto sapere qualcosa di più riguardo alla nascita e ai finanziamenti di un’attività come quella che lui pratica e Fratini ci ha raccontato che le spese di avvio (macchinari e attrezzatura per cominciare) sono state garantite con soldi da lui messi da parte con il servizio di organista e clavicembalista in chiesa e in vari concerti. Per un artigiano del settore è poi assai problematico trovare dimensione e spazi adeguati per svolgere la propria attività e infatti Fratini ha dovuto di recente trasferire il suo laboratorio dalla prima sede di Corso Castel San Giorgio alla vicina Via Benvenuto Cellini, in collina e comunque sempre nel territorio comunale di Porto San Giorgio. Ce lo spiega lui stesso: “Non è stato facile trovare il luogo giusto e la dimensione adatta essendo quest’attività bisognosa di molteplici spazi ed esigenze diversissime per ogni singola lavorazione. L’ideale sarebbe avere più laboratori nella stessa bottega, ognuno dei quali destinato alle varie fasi del lavoro (legno, restauro, metalli, canne, decorazione). Per ora ci si accontenta di un bello spazio, decisamente più consono del precedente, anche perché il mio lavoro si svolge molto anche fuori sede (in chiesa sul cantiere, o nelle case private, in conservatori, teatri, ecc.)”.

Organo portativo

Dal 2008 a oggi la sua bottega ha prodotto trenta cembali e alcuni organi; restaurato organi storici e un prezioso clavicembalo del Seicento, qualche armonium. Ha anche effettuato numerosi interventi di manutenzione su tutto il territorio nazionale e ultimamente ha iniziato a occuparsi di restauro di pianoforti storici, specializzandosi in quelli costruiti prima dell’avvento del telaio in metallo. 

Vivo e presente rimane per Fratini il problema di un ristretto interesse da parte dei non addetti al settore. Esiste in effetti una certa curiosità generica, che però non va oltre le visite occasionali al suo laboratorio. La maggior parte di queste visite sono dei suoi clienti, attuali e futuri, e a proposito di chi acquista da lui o ha bisogno del suo lavoro Fratini spiega che il suo pubblico è composto da privati musicisti – che costituiscono la fetta più grande di mercato – e, a seguire, dalle le istituzioni pubbliche (conservatori, istituti pareggiati e non, teatri, fondazioni musicali) e da chiese, parrocchie, conventi.

Esistono poi altre problematiche riguardanti quest’arte e il panorama musicale con cui un artigiano come Fratini deve ogni giorno confrontarsi. Come lui ci spiega, sono quelle di ordine burocratico-amministrativo: “Essendo la mia una piccolissima bottega a conduzione personale, senza dipendenti, debbo curare io tutti i rapporti con i committenti e in parte anche svolgere mansioni amministrative (quelle che non competono al commercialista) come la compilazione dei preventivi, le pratiche per partecipazione alle gare e quelle burocratiche che precedono e seguono ogni rapporto lavorativo con il settore pubblico. Il lavoro di organaro e cembalaro, nel XXI secolo, è quanto mai anacronistico e soffre nel confrontarsi con i tempi e i modi del fare impresa oggi. Il nostro è un lavoro basato sulla lenta e ponderosa creazione di un suono, sull’idea che il cliente ha o che io ho di esso, sino alla sua realizzazione pratica. Volendo rispettare i tempi giusti e i giusti ritmi di natura che gli antichi costruttori potevano realizzare, oggi si sarebbe automaticamente fuori mercato e perciò bisogna trovare continuamente un compromesso tra il fare bene e i tempi frenetici imposti dalla società odierna.”

Nonostante l’apparente anacronismo dell’attività e che il suo stato attuale sia ben diverso da quello che appariva solo quindici anni fa quando questo mestiere sembrava avere ancora grande sviluppo, Fratini ci tiene però a chiarire che è comunque possibile guadagnarsi da vivere con tale occupazione. Certo, senza la pretesa di diventare ricchi ma comunque vivendo dignitosamente del proprio lavoro e chiudendo la fine del mese senza debiti.

Giulio Fratini allo strumento

Giulio Fratini nasce nel 1986 e già nel corso delle scuole elementari, grazie all’intuizione di una maestra e su incoraggiamento dei genitori, comincia ad avvicinarsi alla musica con lo studio del pianoforte per una svolta che sarà decisiva per il suo futuro umano e professionale. All’età di undici anni viene ammesso al Conservatorio di Fermo, dove studia organo e composizione organistica, oboe e, per alcuni anni, composizione. In questo istituto, grazie all’insegnamento di Simonetta Fraboni, si avvicina al mondo della prassi esecutiva storicamente informata. Studia anche flauto traverso presso la scuola Nardi di Porto San Giorgio, ulteriore contributo al suo complesso percorso di polistrumentista avido di nozioni e competenze. La conoscenza del clavicembalo avviene proprio tra le mura del conservatorio fermano col cembalo di Roberto Mattiazzo, e l’apporto di Adriano Dallapè per quanto riguarda la prassi del basso continuo. E proprio suonando e osservando questo strumento, nasce in Fratini il forte interesse per il cembalo, affiancato comunque allo studio della composizione utile per il lavoro di continuista e per l’esperienza di cantore nel Vox Poetica Ensemble di Fermo – di cui, di recente, è diventato preparatore musicale e direttore.

Fratini intento al lavoro di ricerca storica

Con il cembalo, è arrivata anche la passione per gli organi e, in particolare, per quelli storici del territorio marchigiano. Ne diventa fine conoscitore dedicandosi all’arte organaria al fianco di Pierpaolo Pallotti. Nel 2008 produce un clavicembalo Zell a una tastiera, tutt’oggi in funzione e, l’anno dopo, avvia il sodalizio lavorativo con Pierpolo Pallotti che durerà sino al 2016.  Per nulla indifferente alla ricerca storica in ambito organario e cembalario, nel corso degli anni Fratini si produce in lavori di ricerca archivistica e organologica, affiancato e consigliato in questa attività da Paolo Peretti, storico e organologo marchigiano e profondo conoscitore dell’arte organaria centroitaliana.

 

[Eccetto la prima, tutte le altre immagini sono tratte da https://www.bottegafratini.it/]

 

(Pubblicato il 18/9/2019)