[Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Fonte: http://www.bianconi.com/trekking-sibillini/ ]

(la Redazione). Anche la musica può dare energia affinché una comunità colpita dal terremoto possa intravedere un suo futuro a tre anni di distanza dal disastro. È questa l’idea che guida la masterclass di violoncello che a breve – dal 16 al 20 settembre 2019 – si svolgerà a San Ginesio (Macerata), comune situato all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in un posto bello e strategico che fa da terrazzo ai Sibillini ma che ha subito il sisma del 2016 rimanendo pesantemente danneggiato. Ci sarà Mario Brunello a guidarla, avendo accettato la proposta della Società Amici della Musica “Guido Michelli” di Ancona. A questo corso di alto perfezionamento saranno ammessi tre violoncellisti, che nei tre giorni centrali dei cinque in programma svolgeranno un’attività didattica intrecciata con la presa di conoscenza del territorio di San Ginesio, toccando pure altre località limitrofe nelle province di Macerata e di Fermo.

Interessante e originale la proposta, che merita di essere dettagliata. In queste tre giornate centrali, l’attività sarà così declinata: nel corso della mattinata della prima, si studierà come affrontare un pezzo, mentre nel pomeriggio si farà visita a una realtà produttiva di alto artigianato (che può riguardare la panificazione, la produzione di vino, o di ceramica), per coniugare il metodo e la disciplina che un simile lavoro richiede con il proprio modo di studiare. Il secondo giorno, dedicato a una riflessione sulla forma, sarà incentrato sulla visita a un’opera d’arte appartenente al territorio circostante per osservarne la costruzione e per capire come l’ispirazione che da ciò si trae possa essere applicata a un concerto. Nel terzo giorno, approfittando della vicinanza ai monti Sibillini e allo straordinario paesaggio circostante, finita la lezione è prevista una passeggiata per cogliere la forza ispiratrice della natura. Appare allora evidente come l’articolazione di tutto il percorso ruoti attorno a 3 perni fondamentali: metodo, forma e natura, di modo che la scoperta del territorio si combini col fare musica.

Oltre alla sezione di alto perfezionamento (che disporrà di un/a pianista accompagnatore), la masterclass avrà una sezione collettiva nella prima e nell’ultima giornata, aperta a chiunque abbia compiuto 4 anni e voglia cimentarsi con il violoncello. Come ha raccontato a Radio3 Suite Mario Brunello introducendo il progetto, fin dall’inizio gli è parso molto bello poter portare a San Ginesio gruppi di giovani, e soprattutto illustrare un modo diverso di fare scuola e di trasmettere nuove esperienze musicali: “I ragazzi di oggi hanno molte possibilità con le tecnologie digitali, le tastiere, gli schermi e una linea wi-fi e hanno continuamente collegamenti con quello che studiano. E perciò, allo stesso modo, anche una masterclass deve avere dei collegamenti con il territorio dove viene svolta. L’obiettivo del musicista è di mettere a disposizione, rendere fruibile e trasmettere a tutti quello che ha avuto la fortuna di imparare dai suoi grandi maestri e dalle sue esperienze musicali. E non solo a quelli che tentano una vita a stretto contatto con lo strumento, ma anche a chi suona il violoncello per passione, per provare, o che cerca una sua strada personale. Da qui l’apertura del primo e dell’ultimo giorno del nostro programma”.

Ma da dove è scaturita la scintilla che ha condotto Mario Brunello nell’entroterra marchigiano? Lo ha spiegato lui stesso nella medesima occasione, rispondendo a Riccardo Giagni e raccontando di un suo concerto a San Ginesio, occasione che gli ha rivelato la doppia valenza di quel nome: non solo un riferimento toponomastico ma anche il nome del santo patrono del violino e dei violinisti. Da lì, rispondere positivamente alla proposta della “Guido Michelli” è stato un fatto naturale.

[Fonte: https://picclick.it/San-Ginesio-Macerata-Piazza-Alberico-Gentili-fp-331825302754.html#&gid=1&pid=1%5D

Anche perché, secondo Brunello, alla vocazione artistica va affiancato un imperativo etico e solidaristico: suonare in questi piccoli centri aiuta a contenere il rischio di vederli trasformati in luoghi fantasma, parzialmente distrutti e quindi diventati realtà dove la vita di comunità è pressoché impossibile.

L’obiettivo di tutta l’iniziativa non è però solo quello di portare la musica in un luogo come San Ginesio per richiamarvi l’attenzione del grande pubblico, ma anche quello di alimentare il sacro fuoco dell’arte praticata. Brunello si è detto assai colpito dal silenzio che domina tra le mura storiche e, al tempo stesso, dall’atteggiamento delle persone residenti che cercano il dialogo, che fanno di tutto per riportare vita e suoni che richiamino visitatori e visitatrici.

Vita e suoni: tutto quello che il sisma ha distrutto tre anni fa e che va ricostruito assieme alle mura, alle abitazioni, alle attività produttive. Con coraggio e inventiva. E con le note di un piano e di violoncelli, e con bambini gioiosi tutti intorno.

[Mario Brunello. Fonte: http://quinteparallele.net/2019/04/10/mario-brunello-coro-fvg/%5D

 Mario Brunello, violoncellista nato a Castelfranco Veneto, (1960), studia presso il Conservatorio di Venezia con Adriano Vendramelli e Antonio Janigro. Nel 1986 vince il primo premio al Concorso internazionale Čajkovskij di Mosca nella categoria dedicata al violoncello. Si è esibito nei più importati teatri e siti musicali italiani ed è stato diretto da grandi nomi di prestigio come Claudio Abbado e Riccardo Muti. Ha fondato e dirige l’Orchestra d’archi italiana. È docente presso i corsi estivi di perfezionamento dell’Accademia Chigiana di Siena ed è Accademico di Santa Cecilia. Tra le sue incisioni ricordiamo le celebri Sei suites per violonello solo di Bach (BWV 1007 – 1012), registrate e incise presso l’Auditorium del Conservatorio di Torino. Il suo violoncello è un Maggini del Seicento, appartenuto prima a Benedetto Mazzacurati poi a Franco Rossi, violoncellista del Quartetto Italiano. Dal 2008 è il direttore artistico del Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi “Premio Paolo Borciani” di Reggio Emilia.

 

(Pubblicato il 21/8/2019)