Progetto radiofonico “Onda Brigante”

(Maurizio F. Giacobbe). Ci sono esperienze che, nate per rispondere a particolari esigenze socio-sanitarie, riescono a fare delle molte iniziative culturali promosse negli anni lo strumento per rispondere al meglio alla loro mission. Un esempio fulgido di questo percorso è quello de “La Città del Sole onlus”, fondata nel 1998 per volontà di Clara Sereni, Stefano Rulli e Carlo Brutti al fine di “integrare in società soggetti con disabilità psichiche e mentali gravi e medio-gravi costruendo percorsi di vita in grado di rispondere ai loro bisogni assistenziali e riabilitativi” – come recita il suo statuto.
Dietro questa sintetica definizione, la mappa de “La Città del Sole” si presenta come un dedalo di strade che conducono nei ‘luoghi’ dove sono pensate e trovano realizzazione le attività progettuali che, direttamente o indirettamente, fanno capo alla fondazione stessa.
Nata come risposta sociale a una vicenda personale che ha investito la vita di Clara Sereni e Stefano Rulli – la nascita del loro figlio Matteo, affetto da sindrome autistica –, “La Città del Sole” ha progressivamente dato vita a una rete di progetti, e di entità che li gestiscono, il cui organigramma può essere ricostruito così:Motore principale dell’attività della fondazione, sul piano socio-sanitario, è il progetto PRISMA, acronimo di Programma di Ricerca-Intervento Salute Mentale e Autonomie, attraverso il quale da vent’anni a questa parte si realizzano situazioni ‘normali’ di residenzialità, occupazione, gestione del tempo libero per soggetti con disabilità psichica grave e medio-grave, evitando la loro istituzionalizzazione e coinvolgendo nella ‘cura’ (intesa non come terapia ma come attenzione e supporto) persone con bisogni complementari.
In ognuna delle 7 residenze a disposizione della fondazione, un utente psichiatrico condivide lo spazio con persone che necessitano di una sistemazione abitativa (soprattutto studenti fuori sede); mentre il primo (l’utente) può godere di una situazione di relativa autonomia, le seconde (i coinquilini) possono contare sulla gratuità dell’alloggio e delle spese condominiali e vivere un’importante esperienza formativa, inquadrati come volontari nell’Associazione RealMente. I coinquilini domiciliati nelle 7 case sono attualmente una ventina, ma nel corso del tempo circa 70 persone hanno potuto usufruire dell’abitazione gratuita. Per questo l’ADISU ha sottoscritto con la fondazione una convenzione, riconoscendo il suo supporto nel servizio agli studenti.

Il Centro Diurno Psichiatrico FuoriPorta è la forma in cui, per ragioni burocratiche, il servizio sopra descritto ha dovuto configurarsi, rientrando in una delle fattispecie previste dalla normativa regionale. Il Centro ha sede nei locali che originariamente ospitavano il trecentesco Ospedale di San Giacomo, ospizio per viandanti e poveri, nella zona di Borgo XX giugno.  E’ stato inaugurato ufficialmente il 23 giugno 2019.

“Il Centro si configura come luogo di incontro per attività ricreative destinate agli utenti, ma mira soprattutto a costruire percorsi di integrazione sociale al fine di operare contro il rischio di esclusione sociale, sradicando lo stigma che troppo spesso vivono e che impedisce loro di sviluppare le proprie potenzialità ed esprimere le proprie capacità e competenze”. Fin qui, l’aspetto socio-sanitario.

Nel 2014 però “La Città del Sole” dà avvio all’esperienza del PerSo – Perugia Social Film Festival con un’edizione zero, senza concorso cinematografico ma con una ricca scelta di film inquadrabili nel documentario sociale. In un’intervista al termine del festival, Stefano Rulli, presidente della fondazione, spiega con queste parole la ragione dell’esperimento: “Noi ci occupiamo di problemi legati alla malattia mentale; che c’entra col cinema? Noi pensiamo che per creare le condizioni migliori per persone con problemi bisogna creare contesti migliori per tutti. La cultura è un elemento importante e una cultura che parli dei problemi del sociale ci sembra particolarmente utile”. Il PerSo Film Festival apre così la via alle attività socio-culturali della fondazione: con l’edizione 1, nel settembre 2015, parte il concorso cinematografico e arrivano al comitato di selezione centinaia di pellicole da tutto il mondo. L’ingresso è gratuito, le proiezioni si svolgono in tutte le sale d’essai del centro storico di Perugia e molti autori dei film presentati accompagnano le loro opere. Il festival però, oltre alle diverse sezioni del concorso e alla novità delle giurie speciali (dei detenuti della Casa Circondariale di Capanne e dei richiedenti asilo) si articola in altri contenitori: retrospettive personali o a tema e convegni sulla salute mentale e le problematiche connesse. Dal 2016 l’organizzazione del festival si avvale della collaborazione dell’Associazione RealMente; dal 2018 il PerSo Film Festival ruota anche attorno al Centro Diurno Psichiatrico FuoriPorta, utilizzando i suoi spazi per il servizio accoglienza e ristoro e per la gestione di incontri, masterclass, proiezioni.

Fino allo scorso anno il festival ha beneficiato di contributi pubblici provenienti soprattutto dalla Regione Umbria e da altri soggetti come il Mibac. L’edizione 2019, con il commissariamento della Regione e la gestione economica limitata alla spesa ordinaria, costringe gli organizzatori a un’edizione “resistente”, non priva di difficoltà ma con la voglia di non cedere il passo, perché il festival nel corso degli anni ha assunto un ruolo sempre più importante nel quadro nazionale e sta attrezzandosi per produrre la quinta edizione a livello delle precedenti, nell’attesa di tempi migliori, che non devono mancare. La polifunzionalità del Centro Diurno si concretizza anche nelle attività del circolo socio-culturale Numero zero, che in orario serale gestirà lo spazio integrando l’offerta culturale con una vera e propria attività di ristorazione in cui il 50% della forza lavoro (in cucina come in sala) sarà costituita da persone seguite e segnalate dai Servizi di Salute Mentale territoriali. L’Associazione RealMente sarà il soggetto responsabile dell’offerta culturale e culinaria di Numero Zero, con la supervisione della Fondazione “La Città del Sole” rispetto al percorso di inserimento lavorativo degli utenti. L’associazione, in collaborazione con “La Città del Sole”, ha avviato dallo scorso autunno il progetto Stazione Panzana – la Radio a scartamento ridotto, che ha per il momento in Onda Brigante il suo programma radiofonico ufficiale, che dopo mesi di laboratorio ha visto la luce nel giugno scorso, registrato all’interno del Centro Diurno e ascoltabile sul sito di RadioPhonica tutti i giovedì alle ore 19.00. La redazione è composta da 5 persone, 3 ragazzi e 2 ragazze, con disabilità psichica, in carico presso i Servizi di Salute Mentale del territorio di Perugia, che tramite questo progetto hanno l’occasione di confrontarsi con la tecnica e la pratica della comunicazione creativa. Da settembre l’offerta dell’emittente si arricchirà di altri due programmi. Nei progetti futuri, in via di definizione con l’Associazione Borgobello, il Centro ospiterà un Portierato di quartiere e la sede di una nuova Banca del Tempo, assieme a buona parte delle attività laboratoriali connesse.
Ultimo (ma solo in ordine di tempo) tassello di questo mosaico di progettualità è C.I.S. – Creare Innovazione Sociale, l’Impresa Sociale creata dalla fondazione assieme a COAT – Centro Orientamento Ausili Tecnologici Onlus che punta alla ricerca, all’applicazione e alla sperimentazione di ausili tecnologici per la disabilità mentale con l’obiettivo di migliorare l’autonomia della persona con disagio psichico e sviluppare le potenzialità terapeutico-riabilitative del progetto PRISMA. Questo obiettivo trova forma concreta nel progetto AUXILIA MENTIS, che impatta sulle componenti comunicative, relazionali e lavorative della vita degli assistiti.
Per concludere, una fondazione “storica” ha trovato, negli ultimi anni, la forza di imporsi all’attenzione della cittadinanza con progetti ad alta valenza sociale e culturale, intrecciando relazioni con chi agisce sul territorio e operando a vantaggio di soggetti diversi: persone con disagio psichico, persone con bisogni abitativi, amanti del cinema, persone che cercano esperienze di comunità mettendo a disposizione le proprie competenze, che cercano un posto accogliente dove mangiare cibi genuini, incontrare la pluralità nei rapporti personali e nelle proposte culturali.

 

(Pubblicato il 15/08/2019)