Nido dell’Aquila

(Filippo Costantini) – Sala o streaming? Grande schermo o tv (o computer, o tablet)? Dilemmi che animano da qualche anno il mondo del cinema e i pianeti più o meno lontani che ne condividono la galassia. Senza entrare nel merito etico delle questioni – i film sono fatti per il cinema o il cinema è fatto per gli spettatori, che possono fruirne dove preferiscono? O entrambe le cose e si valuti caso per caso? – numeri alla mano lo stato di salute del nostro cinema, almeno dal punto di vista degli esercenti, non pare dei migliori. Stando agli ultimi dati ufficiali diffusi dalle associazioni di categoria ad inizio gennaio di quest’anno, il 2018 ha segnato un ennesimo calo di incassi (-4,98%, a 555,4 milioni di euro) e presenze (-6,89%, a 85,9 milioni) rispetto al 2017. Per avere incassi inferiori occorre tornare al 2006. Una decrescita testimoniata anche dai dati ISTAT sui consumi culturali degli italiani:

Su 100 persone di 6 anni e più, per spettacoli a cui hanno assistito almeno una volta nell’ultimo anno, al cinema:

2017 2018
Media del centro Italia 54,5 52,6
Umbria 50,2 48
Toscana 49,5 51,6
Marche 50,2 47
Lazio 59,5 55,4

Eppure il cinema piace e resta in cima alle preferenze degli italiani, in particolare dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni: nel 2017 il 26,4% di questa fetta di popolazione italiana ha visto almeno dieci film nel corso dell’anno e solo il 6% di loro invece non è entrato in una sala cinematografica durante il 2017.

Sono circa 2800, tra cinema monosala, multisala, multiplex, arene estive e cinema ambulanti, gli schermi italiani che aderiscono all’Associazione nazionale esercenti cinema (ANEC). All’ANEC – associazione di diritto privato a carattere sindacale, cui aderiscono le imprese che svolgono attività di esercizio cinematografico, fondata nel 1947 – vanno ricondotti anche i circa 500 schermi dei cinema d’essai che costituiscono la FICE (Federazione italiana cinema d’essai). Facendo riferimento al territorio dell’Italia di mezzo, di cui abbiamo già parlato qui, in questa macro-area che va dall’Adriatico al Tirreno, che ricomprende i territori di 15 province dalle caratteristiche geografiche, storiche e sociali abbastanza simili, contiamo queste sale:

Sale
Rimini 11
Siena 20
Ancona 22
Grosseto 12
Macerata 24
Forlì – Cesena 14
Ascoli Piceno 5
Viterbo 18
Pesaro-Urbino 15
Arezzo 15
Livorno 24
Fermo 8
Rieti 1
Perugia 22
Terni 4

Per quanto i dati ufficiali non siano così positivi, e non spingano all’ottimismo, spulciando le cronache dei nostri territori pare che mai come in questi ultimi anni e mesi sia rifiorita la passione per il cinema, sia come mezzo di promozione culturale che come strumento di rilancio e ricucitura di aree marginalizzate.

La seconda sala del Cinema Metropolis di Umbertide (PG)

In Umbria, ad esempio, solo a cavallo tra fine 2018 e inizio 2019 sono nate due nuove sale. Il 18 febbraio il Cinema Metropolis di Umbertide (PG) si è dotato di un secondo schermo, aprendo una nuova sala da 50 posti negli spazi del Museo Rometti, e il 22 dicembre ha riaperto a Todi (PG), come sala da 173 posti, il Nido dell’Aquila, negli spazi di uno storico e da tempo chiuso esercizio cittadino. Con un’ottima risposta, stando alle cronache cittadine, da parte del pubblico. “È ormai ampiamente dimostrato – ha sottolineato in un’intervista Romolo Abbati, gestore della struttura tuderte – che la sala cinematografica tradizionale rappresenta per la città un presidio culturale e un’occasione di socialità. Abbiamo vicino a noi esempi in tal senso. A Perugia, dopo la riapertura del Cinema Zenith, in corso Cavour, sono nati ristoranti e bar attorno ai quali si sono poi sviluppati eventi conviviali che hanno fatto si che il quartiere ‘Borgo bello’ risulti oggi uno dei più vivibili della città.Un altro esempio, più recente e sotto gli occhi di tutti, lo possiamo trovare sempre a Perugia, in via della Viola, dove nel giro di qualche anno sono state riaperte 2 sale cinematografiche: il cinema Méliès ed il Post Modernissimo. Tutto il quartiere ne ha giovato subendo una positiva trasformazione in termini di vivibilità e sicurezza”.
Qualcosa, quindi, continua a muoversi. E noi seguiremo anche questo “film” con molta attenzione.

Pubblicato il 3 aprile 2019