Alcuni mesi fa raccontavamo in questo sito di come il lavoro della biblioteca tifernate “Nel frattempo”, chiamata a fornire provvisoriamente alcuni servizi in attesa che la struttura principale riaprisse, fosse riuscito nei suoi tre anni di attività a conquistarsi sia la fiducia e l’alto gradimento della popolazione, sia alcuni importanti riconoscimenti – oltre a quello ministeriale per il progetto “la Biblioteca va al mercato”, il prestigioso “Premio Andersen 2018” per la sezione dedicata alle biblioteche per ragazzi.
Oggi possiamo invece dar conto della tanto attesa riapertura della biblioteca comunale “Carducci” di Città di Castello che, dopo l’affollata e festosa inaugurazione del 10 marzo u.s., ha spalancato i suoi battenti due giorni dopo per accogliere i primi, curiosi visitatori e lettori. Fortunati, questi ultimi, potendo finalmente usufruire a pieno degli eleganti spazi di una delle biblioteche più grandi dell’Umbria, 3000 metri quadrati su tre livelli in un edificio di grande pregio, il Palazzo Vitelli a San Giacomo, costruito nei primi decenni del XVI secolo e ancora mantenente il suo impianto originario e molte delle decorazioni d’epoca.
Parte così una nuova avventura per questa prestigiosa “piazza del sapere” – per riprendere l’immagine usata da Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, nel suo discorso inaugurale – recuperata alla cittadinanza dopo un restauro complesso che sembrava mai doversi concludere. Ci sono voluti infatti più di due decenni per i lavori e, contestualmente, per la soluzione di vari contenziosi con le ditte appaltatrici e l’ottenimento del via libera dall’ANAC (l’Autorità nazionale anticorruzione, la cui delibera è leggibile qui.

Il risultato di questo lungo, faticoso percorso è appunto il nuovo centro polivalente di Palazzo Vitelli, gestito da dipendenti comunali e da personale di cooperative sociali appositamente formato, che non intende limitarsi a conservare e distribuire tomi ma vuole offrire tutti i servizi di una moderna biblioteca, e non solo quelli. Gli utenti vi troveranno postazioni internet e wi-fi gratuito, il prestito librario fruibile anche tramite il totem dell’auto-prestito e dell’auto-restituzione, che non riguarderà solo i materiali presenti negli scaffali e nei depositi della “Carducci” ma pure ciò che la biblioteca non possiede e che potrà essere richiesto attraverso il servizio interbibliotecario e di Document Delivery. Sarà pure garantito, previa registrazione, l’accesso a MediaLibraryOnLine, la piattaforma di prestito digitale per le biblioteche pubbliche attiva 24 ore su 24, come sarà possibile la consultazione gratuita on-line di e-book, di un numero cospicuo di quotidiani, le maggiori testate nazionali, di circa sessanta riviste, oltre all’ascolto di musica e di audiolibri. Inoltre, a partire da aprile, sempre nei locali della “Carducci” sarà aperto uno spazio DigiPASS dove l’utente, anche con l’aiuto di un operatore, potrà accedere a tutta una serie di servizi digitali utili ai cittadini e alle imprese: tutto online, dall’apertura di una casella di posta elettronica alla prenotazione di esami clinici, all’iscrizione a scuola del proprio figlio, ai pagamenti verso la pubblica amministrazione, ecc.
Fino a maggio, gli orari di funzionamento della “Carducci” saranno quelli canonici (9-13 e 15-19 da martedì a venerdì, e sabato 9-13), con apertura anche di domenica (15-19). È vero però che, nel corso dell’inaugurazione, e alla presenza di molte cariche istituzionali e dei rappresentanti delle principali associazioni culturali del territorio, il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli ha pronunciato una promessa solenne: le attività della “Carducci” saranno ispirate a “una concezione innovativa che sperimenterà orari e modalità di fruizione molto elastiche e accessibili”. Citiamo le sue parole perché questo sarebbe un esperimento epocale, che ci auguriamo di cuore non rimanga solo promessa fatta da un politico nel corso di un’inaugurazione. Siamo infatti purtroppo abituati a biblioteche pubbliche aperte negli stessi orari in cui la maggior parte dei cittadini lavora, studia o va a lezione, e che nel corso dell’estate – ossia, per quei tre mesi all’anno dove giovani e meno giovani avrebbero forse più tempo e voglia di leggere – riducono ulteriormente il tempo del loro funzionamento, scoraggiando così la fruizione dei loro servizi e dunque quella pratica di lettura e di accesso al sapere che le biblioteche dovrebbero sempre favorire e stimolare. Sarebbe perciò proprio un peccato che, riaperta una struttura tanto imponente e prestigiosa dopo un percorso di recupero e rifunzionalizzazione così annoso e l’impiego di ingentissime risorse, comprese quelle che sono servite per il complicato lavoro di miglioramento antisismico e l’installazione di due ascensori e due rampe di scale, sarebbe un vero peccato, dicevamo, e anche un grande spreco, che poi non si mettessero tutte le energie possibili per una sua utilizzazione a pieno.

Lo sforzo finanziario per tale impresa è stato sottolineato ampiamente dall’assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi, dalla presidente Marini e dall’assessore regionale Fernanda Cecchini che nel corso della cerimonia inaugurale hanno rivelato i dettagli del finanziamento. Sono stati utilizzati i fondi dell’Accordo di programma quadro in materia di beni culturali e del bando integrato Tac2, per giungere a un investimento – tra fondi europei, statali, regionali e comunali – di ben oltre 6 milioni di euro. Solo il costo dei lavori finali è stato di circa 180mila euro, e a questi presto si aggiungeranno altri 272mila euro per arredi installati nel prossimo giugno. Il tutto per ospitare al meglio i 50mila volumi conservati nella biblioteca, i 12mila volumi in consultazione – mentre gli incunaboli e le cinquecentine appartenenti al Fondo Antico della biblioteca rimarranno per ora nei locali dell’Archivio Storico Comunale. Tra gli affreschi e i cicli decorativi di gran pregio che il palazzo detiene assieme alla cappella con volta perfettamente conservata, i suoi soffitti a cassettoni e le porte d’epoca, vi saranno così sale di lettura per tutti ed altre dedicate ai bambini e alle famiglie, e poi laboratori, isole tematiche, una sala conferenze e altre spazi ancora per attività più specifiche.
Alla “Carducci” di Città di Castello, le premesse per una grande lavoro di divulgazione dei saperi e di costruzione di un’ampia, attiva collettività di lettori, i presupposti cioè per offrire un luogo di fermento e di lievito culturale ci sarebbero quindi tutti. Spetta adesso al personale della biblioteca e alle istituzioni locali operare nel migliore dei modi in tale direzione, e poi ai fruitori concepire la loro biblioteca come spazio dove poter coltivare le proprie conoscenze, ma anche dove incontrarsi, confrontarsi, intrecciare legami e relazioni: dove fare comunità, insomma, a partire magari da un libro, un film, un concerto, un video…
Info: telefono 8523171, biblioteca@cittadicastello.gov.it
Pubblicato il 27 marzo 2019